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La Svizzera rimane inattiva nei confronti del marchio giapponese “I love Switzerland”.

Il marchio “I love Switzerland“, rappresentato dalla croce bianca con un cuore bianco su sfondo rosso, è comunemente visto in Giappone. Tuttavia, la Svizzera non ha intrapreso alcuna azione per proteggere i suoi diritti di marchio, lasciando dubbi sulla possibilità o meno di intervenire.

All’inizio di ottobre, un regalo con un CD di un popolare cantante ha scatenato discussioni sui social media in Giappone. La custodia del biglietto, che mostra una croce bianca e una mela su sfondo rosso, assomiglia a un “Helpmark” rilasciato dalla prefettura di Tokyo.

Il simbolo rappresenta il messaggio “Ho bisogno del tuo sostegno”. È destinato ad aiutare le persone con un handicap non visibile o nelle prime fasi della gravidanza. Se qualcuno vede una persona con questo simbolo, dovrebbe lasciare il proprio posto sui mezzi pubblici o fornire assistenza in caso di incidente, evacuazione e simili. L’Helpmark è stato introdotto dalla prefettura di Tokyo nel 2012 ed è diventato il marchio ufficiale a livello nazionale per le Olimpiadi 2020.

I critici del giveaway del cantante hanno sostenuto che il nuovo simbolo creava confusione, rendendo difficile per le persone con l’Helpmark ottenere il supporto necessario. Su suggerimento della Croce Rossa e della prefettura di Tokyo, il 18 ottobre la distribuzione del CD ha deciso di cambiare il design dell’omaggio.

Nel dibattito è emerso un altro punto: il disegno dell’Helpmark assomiglia al simbolo della Croce Rossa e alla bandiera svizzera, il che potrebbe essere considerato una violazione delle convenzioni sui marchi. Una persona ha ammesso di aver sempre confuso l’Helpmark con il marchio di una borsa svizzera.

Roger Mottini, cittadino svizzero residente in Giappone, si occupa da tempo di questo problema e si è rivolto a diverse autorità. Insegna all’Università di Tokyo e ha scritto un libro sulla storia delle relazioni tra Svizzera e Giappone.

“Se i turisti giapponesi si presentano in Svizzera con questo Helpmark e spiegano come viene inteso e utilizzato in Giappone, posso immaginare – a seconda del temperamento – reazioni molto ‘poco amichevoli’ da parte degli svizzeri “, ha detto.

Mottini lamenta che l’Helpmark è un abuso della croce svizzera. Lo ha spiegato, tra l’altro, al Governatore di Tokyo e all’Ambasciata svizzera a Tokyo. Tuttavia, le autorità e i politici non vedono la necessità di intervenire.

L’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale (IPI) ha dichiarato che non sarebbe intervenuto perché non si trattava di un uso commerciale. La Commissione di politica estera del Parlamento svizzero non ha risposto all’inchiesta di Mottini.

Marchio militare svizzero Amo la Svizzera
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Impossibile intervenire legalmente per “Amo la Svizzera”.

Le autorità svizzere rimangono inattive nell’affrontare le preoccupazioni relative alle potenziali violazioni di marchi di fabbrica dei simboli svizzeri in Giappone, compreso l’uso dell’Helpmark “I love Switzerland“, a causa di limitazioni legali che impediscono loro di intervenire.

La risposta alla domanda se la Svizzera possa presentare un reclamo contro l’Helpmark di Tokyo è no. Sebbene la Svizzera regoli l’uso della sua bandiera in modo molto rigoroso – la legge sulla protezione dei marchi e la legge sulla protezione degli stemmi contengono disposizioni dettagliate dal 2017 su quando la croce svizzera può essere utilizzata per commercializzare prodotti e servizi come “Prodotto in Svizzera.” Un prodotto deve essere realizzato in Svizzera e l’80% delle materie prime deve provenire dalla Svizzera (con alcune eccezioni come gli orologi o il cioccolato).

Per i servizi, la base e la sede dell’azienda devono essere in Svizzera. Anche le filiali possono utilizzare lo stemma se i servizi sono gestiti da una società madre svizzera.

Tuttavia, la legge Swissness si applica solo alle aziende svizzere. Gli abusi da parte di aziende straniere vengono contestati sulla base della legge sui marchi o sulla concorrenza sleale del paese d’origine, oppure sulla base di accordi multi e bilaterali.

L’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale interviene in tutto il mondo in circa 200 casi all’anno, insieme alle ambasciate e alle associazioni private. Secondo David Stärkle dell’IPI, non sempre l’intenzione è quella di abusare della croce svizzera. A volte si tratta di…

In conclusione, l’uso di simboli svizzeri in Giappone, tra cui il simbolo dell’Helpmark, ha sollevato preoccupazioni circa potenziali violazioni del marchio. Nonostante gli sforzi compiuti dal cittadino svizzero Roger Mottini per attirare l’attenzione sulla questione, le autorità svizzere non sono intervenute sull’uso del marchio “I love Switzerland” a causa delle limitazioni legali e della mancanza di uso commerciale. Sebbene il governo svizzero disponga di norme severe per l’uso della bandiera e dell’emblema in ambito commerciale, tali norme si applicano solo alle aziende, il che rende incerto se verranno intraprese azioni per affrontare il potenziale uso improprio dei simboli in Giappone.

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